ciao ;)
Chatter
emanuelson99
e

dondon
ATTENZIONE!!! LE SQUADRE SONO STATE
AGGIORNATE!!! RICARICATE LA PAGINA, SE
NECESSARIO

Spiacente, non hai l'autorizzazione per inviare.

Articoli
cruciverba (Home)

giudizi finali (Home)

intervista al dj (Home)

serata luna park missionario (Home)

intervista a don veò (Home)

Commenti
gio2003
giudizi finali
per me il grest è stata un esperienza indimenticabileeeeeeeee! DA GIORGIA

cLaUdIa
giudizi finali
per noi del giornalino è davvero piaciuto questo grest soprattutto per questa attività:):):)

Calendario
<< Set 2010 >>
LMMGVSD
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930


Le + viste!
red_crab
(258 vista)
crystal
(201 vista)
 
Download News!
GP2 - di dondon
03_cuore - di dondon
Contattaci!
Hai bisogno di contattarci?

Clicca qui!
Login
Utente:
Password:
Ricordami

Non sei registrato?
Registrati ora!

Hai dimenticato la password?
Articoli
di [ndr]
Stampa    Email

La Nostra Storia!

 

Colui che volle ardentemente i Salesiani a San Cataldo e che si adoperò perché questo avvenisse fu il Canonico Cataldo Pagano. Egli era il Don Bosco di San Cataldo, un prete semplice e sorridente, sempre attorniato da una turba di fanciulli che radunava nelle feste in un piccolo orto. Lì c’era una stanza capace di una trentina di ragazzi, e là, sopra un altarino, celebrava le sacre funzioni al suo piccolo popolo. Era un «Oratorio» in embrione e il luogo era già chiamato «Salesiani» perché il bianco vecchietto parlava, predicava, spiegava il catechismo, ma il suo pensiero era come assorto in una visione lontana… i Salesiani di Don Bosco a San Cataldo. E ne parlava sempre con tutti.

Per avere i Salesiani il Canonico Pagano andò più volte a Catania, per convincere don Giovanni Segala, allora superiore dell’Ispettoria Sicula, ma con risultati mai positivi. Nel marzo 1923 il Rettor Maggiore don Filippo Rinaldi, in Sicilia per un giro di visite alle Case Salesiane, passò per Caltanissetta e allora il Canonico Pagano colse al volo l’occasione e organizzò 'un trionfo a San Cataldo'. Corse a Caltanissetta e costrinse don Rinaldi a fare una breve visita, anche di poche ore, a San Cataldo.

Don Rinaldi vi entrò accolto come un messia. La cittadinanza era tutta in movimento e un’enorme massa di popolo seguì l’illustre ospite per il Corso principale del paese al grido: 'Vogliamo i Salesiani'.

 

Don Rinaldi venne condotto, osannato, nell’orto famoso. Là si trovò davanti a un’immensa folla e ad un tratto uscì dal gruppo un piccolo fanciullo con un foglio nelle piccole mani. La folla tacque e nel religioso silenzio salì squillante la voce del fanciullo, che, con un accento più di pianto che di preghiera, gridò a Don Rinaldi: 'Abbia compassione anche di noi ragazzi di San Cataldo, mandi anche a noi i suoi Salesiani, perché anche noi vogliamo salvare l’anima nostra, anche noi vogliamo essere figli di Don Bosco'.

La folla ebbe fremiti di commozione, molti piansero e da quella marea di popolo scoppiò un grido come d’uragano: 'Vogliamo i Salesiani, viva i Salesiani!'.

L’inaspettato trionfo, il grido incessante della folla, l’accento commovente di quell’innocente fanciullo, sbalordirono Don Rinaldi, che scoppiò in pianto.

Egli, che proprio quell’anno aveva emanato un ordine a tutta la Pia Società Salesiana con cui proibiva per quattro anni la erezione di nuove case e che aveva respinto tante istanze di vescovi e, perfino, di capi di governo, gridò con voce tremante di commozione a tutta San Cataldo, radunata davanti a lui: 'Avrete i Salesiani al più presto!'.

La Cassa Agricola Operaia Cattolica di San Cataldo era proprietaria di un terreno che venne donato ai salesiani per costruirvi l’oratorio.

La posa della prima pietra dell’erigendo oratorio salesiano avvenne il 5 agosto 1923 alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Alberto Vassallo e 'i Salesiani arrivano in forma privata il 6 dicembre 1924', come si legge dalle Cronache della Casa:

«6 dicembre 1924. Accompagnati da Padre Pignatone, arrivano a San Cataldo, verso le 13.00, il Sig. Direttore don Salvatore Scravaglieri, il chierico Di Stefano e il Sig. Filetti, che fa da cuoco, dopo essere stati a far visita al Vescovo della diocesi Mons. Giovanni Iacono, che ha accolto con gran festa ed entusiasmo i primi Salesiani, che vengono ad aprire la prima loro casa nella sua diocesi.

7 dicembre 1924. A cura dei sacerdoti si distribuisce una circolare con orario per invitare i ragazzi a venire e i parenti a mandarli all’Oratorio. Il Direttore e don Graci, accompagnati da altri sacerdoti, si recano a far visita al Commissario Prefettizio, al Maresciallo e a Mons. Alberto Vassallo, nunzio eletto per la Baviera.

8 dicembre 1924. Apertura dell’Oratorio con intervento di 200 ragazzi, oltre i giovani del Circolo Giovanile Cattolico. Il dopopranzo non si svolge attività, perché c’è la processione. Da due giorni tempo cupo, nebbioso e piovoso».

Da quei giorni iniziano i lavori, tra cui la realizzazione del teatro e il 18 gennaio 1925 si svolge l’inaugurazione ufficiale.

Attraverso le iniziative più disparate nel settore dei giochi il Direttore D. Scravaglieri attirava all’oratorio centinaia di ragazzi di tutto il paese. Inoltre il cortile poi si riempì con le altalene, il passovolante, le bocce e i birilli, così nell’Oratorio si andava per divertirsi; ma ai giochi, come volle Don Bosco, si alternavano la preghiera, la meditazione e le altre pratiche di pietà.

In quegli anni cominciano a calcare il palcoscenico della sala-teatro dell’Oratorio tantissimi giovani, la prima rappresentazione teatrale è tenuta l’8 gennaio 1925, ad un mese dalla venuta dei Salesiani.

Il 15 settembre 1929 si inaugurò ufficialmente il cinema muto dell'Oratorio, proiettando il film «La capanna dello zio Tom», seguito dal documentario «Beatificazione di Don Bosco».

Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra e durante l'emergenza l’Oratorio diventa ospedale da campo. Sono giorni drammatici!!!

Intorno agli anni '60 i Salesiani iniziano una nuova esperienza: l’internato e la formazione scolastica. Numerosissimi ragazzi e giovani da tutta la Sicilia frequentano le scuole medie e l’istituto tecnico gestito dai Salesiani di San Cataldo e, allo stesso tempo, vivono insieme a loro nell’internato dell’Istituto Fascianella, donato dalla Diocesi, un grande istituto, nel quale tra l’altro dimora la comunità stabile dei confratelli.

L’esperienza si conclude nel 1998 e lo stabile viene riconsegnato al vescovo diocesano.

Ma alla fine del millennio l’Ispettoria Salesiana Sicula aveva già iniziato un’opera di ridimensionamento delle presenze nell’isola, visto la drastica diminuzione del personale e la mancanza di vocazioni. Si decise allora di chiudere la comunità salesiana presente a San Cataldo, facendo dipendere l’oratorio dalla comunità e dalla direzione della vicina comunità di Caltanissetta.

Il lettore immagini le numerosissime proteste che si levarono unanimi da parte dei sancataldesi, tutti in qualche modo legati all’oratorio o per averlo frequentato, o per esserne stati allievi o per avervi frequentato il catechismo. Proteste che vennero anche dalle autorità civili ed ecclesiastiche. Ma la decisione era già stata presa, dal settembre 1998 la Comunità sarebbe stata soppressa e il Direttore dell’Oratorio avrebbe vissuto e avrebbe fatto parte della Comunità Salesiana 'Don Bosco' di Caltanissetta. Fu solo l’inizio del declino.

 

Già provati dall’assenza di una comunità stabile, i giovani sancataldesi furono sottoposti ad un'ulteriore e pesante prova, la struttura risultava essere, ormai, vecchia e, soprattutto, pericolante. Dietro sollecito delle autorità comunali, l’Ispettoria si vide costretta a decretare la demolizione del vecchio fabbricato dei locali dell’oratorio, lasciando in piedi solo l’edificio della chiesa e del teatro. Fortunatamente, per consentire ai Salesiani di intervenire direttamente per la ristrutturazione, l’ex Banca Don Bosco, donò per intero l’area terriera dell’Oratorio. In tal modo, qualche anno dopo, si potè pensare con piu’ facilità alla ricostruzione dell’edificio.

Nel 2000 l’Oratorio venne definitivamente distrutto. Alla demolizione assistettero in lacrime numerosi adulti, exallievi dell’opera, i quali, tra quelle mura, erano cresciuti e si erano donati per altri giovani. Le conseguenze furono quasi tragiche. Non essendoci locali molti giovani sancataldesi preferirono allontanarsi; il Direttore dell’Oratorio insieme ai collaboratori rimasti vissero in condizioni davvero difficili, pur di portare avanti in ogni caso l’oratorio.

Tra le altre cose si decise pure di ristrutturare la grande Cappella, con la conseguenza che pure la Santa Messa, in quel periodo, venne celebrata nel Salone Teatro, unico spazio utilizzabile rimasto.

Nel 2001, con la posa della prima pietra da parte del Sig. Ispettore don Calogero La Piana, oggi Arcivescovo di Messina, si diede ufficiale inizio alla ricostruzione dell’Oratorio Salesiano 'San Luigi'.

Nonostante si prospettassero tempi brevi, passarono quasi tre anni prima di vedere l’oratorio ricostruito e inaugurato. Tre anni di freddo, fatica e difficoltà. Nel frattempo tornò agibile e restaurata la Cappella e vi si ritornò a celebrare l’Eucaristia festiva.

Il 23 gennaio 2005, nell’ottantesimo della presenza dei Salesiani a San Cataldo, presenti l’Ispettore dei Salesiani di Sicilia, don Luigi Perrelli, il Direttore dei Salesiani di Caltanissetta, il Direttore dell’Oratorio don Filippo Castrovinci, il Sindaco e tantissime altre autorità civili ed ecclesiastiche, con grande partecipazione di giovani ed adulti sancataldesi, il Vescovo di Caltanissetta, Mons. Mario Russotto, inaugurava il nuovo Oratorio Centro Giovanile Salesiano 'San Luigi Gonzaga' di San Cataldo.

Nel settembre 2008, il nuovo Ispettore don Gianni Mazzali, decide che San Cataldo può camminare in autonomia rispetto alla comunità salesiana di Caltanissetta. Il resto è storia di questi giorni!!!



485 Visto - Vedi Commenti (1)
Timer
Carpe diem!